La sigaretta elettronica è un medicinale secondo l’UE

Una sentenza europea classifica le sigarette elettroniche come medicinali.

Migliaia di persone hanno smesso di fumare grazie alle sigarette elettroniche. Per l’UE un eccesso di regolamentazione è del tutto controproducente.

Molti posti di lavoro dipendono ora dalla produzione delle sigarette elettroniche. Rendendo la procedura di autorizzazione per le e-cigarette così difficile, molte di queste piccole imprese rischiano la chiusura.

Studi scientifici dimostrano che la sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare.

 

La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare

Il Messaggero riporta i risultati di un’indagine Doxa, che racconta cosa succede ai consumatori che usano l’e-cig:

L’e-cig è un farmaco o soltanto una variante dei prodotti del tabacco? Su questo medici e ricercatori si dividono. Concordano invece sul fatto che i danni siano maggiormente contenuti rispetto alla sigaretta tradizionale.

 La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare, vi sono casi che hanno realmente smesso.

Anche facendo ricorso all’e-cig un fumatore su dieci la spunta. E si libera del tutto delle sigarette, con o senza batteria. Lo rivela un’indagine Doxa effettuata in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e con l’Istituto Mario Negri. Per il 50 per cento dei fumatori, invece, la sigaretta elettronica rappresenta solo uno strumento per ridurre il consumo di “bionde” mentre per un altro 20 per cento l’e-cig aiuta a fumare molto di meno.

Regolamentazioni in Europa riguardo alla sigaretta elettronica:

SIGARETTA ELETTRONICA

Le sigarette elettroniche non sono cancerogene

Lo studio “Tanto vapore per nulla? Il punto sulla sigaretta elettronica” condotto da I-Think e presentato presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica dimostra che la sigaretta elettronica non è cancerogena e riduce i rischi legati al fumo.

Secondo la tesi dei ricercatori, infatti, il fumo elettronico è meno dannoso alla salute, visto che elimina i processi di combustione alla base delle patologie legate all’uso delle tradizionali sigarette.

La tavola rotonda che seguirà la presentazione servirà, inoltre, ad analizzare il mercato della sigaretta elettronica per gettare le basi di una prossima regolamentazione.

Un settore in costante crescita, che ha visto le vendite aumentare da 750mila a oltre 3,5 milioni negli ultimi tre anni, per un fatturato al 2012 di oltre 350 milioni di euro e circa 4mila impiegati complessivi.

Un aumento sostenuto soprattutto dai giovani, che preferiscono la moderna sigaretta anche perché economica. Si stima, infatti che la spesa annua di chi fuma le sigarette elettroniche sia di 350 euro contro i 1.460 euro di chi rimane legato al vecchio tabacco.

Mentre si attende un definitivo resoconto sui rischi per la salute, promesso da tempo dal Consiglio superiore di sanità, e nonostante i diversi studi sull’argomento rimane molta incertezza.

Sigaretta elettronica: come è fatta?

Sigaretta elettronica: come è fatta?

La sigaretta elettronica è composta da diversi elementi all’interno dell’involucro principale: la batteria, il filamento riscaldatore (il così detto atomizzatore), il bocchino e la cartuccia riempita di nicotina e/o altre sostanze. In genere le sostanze che compongono la sigaretta elettronica, sotto forma di vapore, sono l’acqua, il glicole propilenico, il glicerolo e aromi naturali.

La forma delle sigarette elettroniche può essere come quella di una penna a sfera, oppure possono assomigliare a una sigaretta classica vera e propria, a un sigaro o una pipa. Vi sono inoltre sigarette elettroniche con punte incandescenti a LED in modo da simulare la reazione di combustione. Le cartucce sostituibili, così come le batterie ricaricabili, la rendono riutilizzabile, una soluzione molto apprezzata dai fumatori.

La sigaretta elettronica è dunque un dispositivo di tipo elettronico alimentato e attivato da una batteria ricaricabile, la quale permette alla persona che l’adopera di inalare una sostanza, sotto forma di vapore.
In alcune soluzioni è presente anche della nicotina, la presenza o meno di quest’ultima sostanza dipende dal tipo di cartuccia scelta.

Sigaretta elettronica: controindicazioni?

La sigaretta elettronica rispetto a quella tradizionale, è un dispositivo elettronico alimentato e attivato da una batteria ricaricabile, la quale permette alla persona che l’adopera di inalare una sostanza, sotto forma di vapore, composta di acqua, glicole propilenico, di glicerolo e aromi naturali.

Per chi lo desidera, è possibile scegliere una sigaretta elettronica con nicotina. Ma la sigaretta elettronica ha controindicazioni?

La sigaretta elettronica è ormai un metodo alternativo al fumo tradizione a un valido aiuto per smettere di fumare, ha il merito di abbassare nei fumatori il rischio di cancro, tipicamente prodotto dalla combustione del tabacco.

Il vaporizzatore è l’elemento fondamentale nel meccanismo della sigaretta elettronica: consente di riscaldare la soluzione presente nella cartuccia e trasformarla in gas da inalare. La cartuccia è contenuta nel filtro  che è realizzato in materiale plastico di tipo ipoallergenico. Perché la sigaretta funzioni e la soluzione venga vaporizzata si utilizza una batteria agli ioni di litio di tipo ricaricabile.

Ma quindi la sigaretta elettronica presenta controindicazioni?

Come anticipato a sigaretta elettronica abbassa il rischio di cancro, e studi recenti di cui abbiamo parlato dimostrano che non vi è rischio per la salute.

Un altro studio conferma che le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare

Al Boston ECLAT (EffiCiency and safety of an eLectronic cigAreTte), lo scorso 25 giugno è stato presentato , il primo studio prospettico randomizzato con gruppo di controllo che ha valutato efficacia e sicurezza della sigaretta elettronica su un campione di 300 fumatori non intenzionati a smettere, con monitoraggio prolungato fino a 12 mesi.

“I dati di ECLAT parlano chiaro. Le sigarette elettroniche possono aiutare a ridurre il consumo di sigarette tradizionali e a smettere di fumare senza effetti collaterali”, ha affermato Riccardo Polosa, Direttore del CPCT (Centro di Prevenzione e Cura del Tabagismo dell’Università di Catania) e responsabile scientifico LIAF (Lega Italiana AntiFumo), che ha ideato e diretto la conduzione dello studio. 

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE, mostra che l’8,7% dei fumatori (non intenzionati a smettere) che utilizzavano la sigaretta elettronica smetteva di fumare, laddove il 10.3% riduceva il consumo di sigarette tradizionali di almeno il 50%. 

Inoltre, il 73,1% di chi ha smesso, non risultava utilizzare nemmeno la sigaretta elettronica a fine studio. “Queste percentuali, se comparate alle medie nazionali italiane che mostrano un tasso annuale di cessazione dal fumo di sigaretta pari al 0.02% , rappresentano un successo straordinario”, ha affermato Pasquale Caponnetto, psicologo clinico e ricercatore del CPCT, primo autore dello studio ECLAT.

Sigarette elettroniche e nuova tassa

Il nuovo decreto stabilisce che la sigaretta elettronica sarà tassata a partire dal prossimo anno.
Trattasi di una tassazione che servirà a coprire una parte del buco delle entrate statali.

Il Consiglio dei Ministri ha decretato che “I prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo (i cavi Usb e le batterie nda)”, saranno assoggettati a un’imposta del 58,5%.

Il motivo principale è che la sigaretta elettronica ha sostituito in buona parte quella tradizionale, creando così nelle casse statali un buco di circa 700 milioni di euro. Mettere una tassa sulla sigaretta elettronica è dunque la via più breve per far cassa!

Il nuovo provvedimento prevede inoltre (nota positiva) che il Ministero della Salute monitori i nuovi prodotti a tutela della salute.

Sigaretta elettronica e minori

È del 27 giugno l’ordinanza che vieta l’utilizzo delle sigarette elettroniche ai minorenni e all’interno degli istituti scolastici. Lo ha annunciato lo stesso ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha firmato l’ordinanza e lo ha dichiarato nel corso della registrazione del programma ‘Telecamere’.

l ministro della Salute Lorenzin ha inoltre sottolineato la necessità che ci sia “una corretta informazione” sui prodotti che vengono venduti. “Non vogliamo dire – ha spiegato il ministro Beatrice Lorenzin – che la sigaretta elettronica è più pericolosa della sigaretta normale, ma non va utilizzata come uno strumento innocuo. Il fumatore deve essere informato di quello che utilizza”. Un conto è utilizzare” le e-cig “con acqua o aromi, ma se si usa nicotina si rischia la dipendenza”.

Panorama fa analizzare la sigaretta elettronica

Sono 2 milioni gli italiani che fumano la sigaretta elettronica, ma fa fame?

Scopriamolo in questo articolo di Panorama!

Panorama ha fatto analizzare a un serio laboratorio indipendente di Milano (il Laboconsult) 4 flaconi di ricarica per sigarette elettroniche, 3dei quali contenenti nicotina, per verificare se contenessero sostanze dannose.

I risultati sono, in generale, tranquillizzanti. In quei flaconcini, acquistati in 4 punti vendita di Milano, non ci sono né metalli pesanti né idrocarburi policiclici aromatici, che sono cancerogeni. La nicotina è presente nelle dosi indicate in etichetta, e non c’è nella ricarica che se ne dichiara priva.

Unico neo è che la nicotina che i produttori usano per la e-cig non sempre è di qualità elevata. «Si tratta di livelli non preoccupanti» dichiara però Ferri, responsabile del laboratorio. «Parliamo di 0,008 milligrammi di toluene e 0,009 di xilene. La sigaretta vera ne contiene in concentrazioni di gran lunga superiori. Resta il fatto che in quella elettronica non dovrebbero esserci, e basta».

La e-cig, insomma, non dovrebbe contenere niente di più del previsto: aromi, glicole propilenico (un additivo alimentare), glicerina, acqua, nicotina a varie concentrazioni (da 4 a 24 mg).

La sigaretta elettronica è un oggettino modaiolo che attira soprattutto i giovani: il 23,6 % di chi ha tra 15 e 24 anni svapa, mentre l’11,6 fuma quelle vere. Ma al momento sfugge a ogni tentativo di normativa specifica: per ora è un prodotto di libera vendita, chiunque può improvvisarsi produttore, fiutando il business. Così circolano sigarette elettroniche fuori norma, e grossisti e commercianti vendono prodotti importati senza alcun controllo.

In quanto oggetto di libera vendita, la sigaretta elettronica deve avere il marchio Ce, rispettare la direttiva per le apparecchiature elettroniche, e l’etichetta sui liquidi deve essere conforme alla circolare del ministero della Salute.

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